Pillola anticoncezionale: che fare in caso di...

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Pillola anticoncezionale: che fare in caso di dimenticanza 04 Settembre 2021

Saltare l'assunzione della pillola anticoncezionale può capitare a tutti. Vuoi per i ritmi di vita fin troppo frenetici, vuoi per distrazione o per impossibilità fisica, a volte capita di non seguire le corrette istruzioni d'uso.

Che fare quindi quando ci si trova in questa situazione?

Prima di tutto è bene ricordare che la pillola è un vero e proprio farmaco. Per questo, per evitare la perdita del suo beneficio o il presentarsi di effetti collaterali, come mal di testa, nausea e gonfiori, è importante assumerla nel modo corretto.

In caso di dimenticanza, quindi, è necessario seguire alcune regole "riparatorie".

Se la dimenticanza è di poche ore, non succede nulla. Vi basterà prendere la pillola appena possibile e continuare il suo utilizzo come sempre.

Nel caso il ritardo nell'assunzione superi le 12 ore, la sua funzione anticoncezionale potrebbe essersi ridotta o annullata.

Ritardo oltre le 12 ore: come comportarsi in questo caso?

Se la disattenzione è avvenuta durante la prima settimana, dopo la pausa dei sette giorni, il rischio di gravidanza può essere elevato. Ѐ importante, quindi, assumere la compressa dimenticata appena possibile e avere rapporti protetti per i sette giorni successivi.

Quando la pillola è stata dimenticata nel corso della seconda settimana, giorno 8-14, non ci sono rischi particolari e quindi, non sarà necessario utilizzare ulteriori metodi anticoncezionali nei sette giorni successivi. Questo a meno che la dimenticanza non sia stata di due o più compresse.

In caso di dimenticanza nella terza settimana, giorno 15-21, il rischio di gravidanza esiste. Oltre a recuperare l'assunzione della pillola "persa" si dovrà iniziare il ciclo successivo senza fare intervalli. Altro rimedio è sospendere l'assunzione delle compresse, aspettare sette giorni senza compressa e proseguire poi con la normale posologia.

Per evitare una scorretta assunzione o rimedi fai da te poco appropriati, è sempre bene consultare il personale specializzato. Il vostro medico o farmacista potranno aiutarvi e consigliarvi nel modo migliore.

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    Una patologia molto conosciuta che però pochi sanno effettivamente cos’è: la congiuntivite è, in sostanza, un'infiammazione della membrana che ricopre il bulbo oculare, ovvero la congiuntiva.

    Ne esistono di varie tipologie: da quella allergica, passando per l’irritativa, fino a quella infettiva, la congiuntivite, a seconda della sua natura, può essere dovuta a cause differenti, come l’allergia ai pollini, la presenza di corpi estranei nel bulbo o ancora, nella forma infettiva, a virus e batteri.

    Come curarla? Nei casi più gravi, in particolare quelli infettivi, gli antibiotici, sotto forma di collirio o di pomata oculare, sono fortemente consigliati per contrastare con successo l’azione batterica.

    In presenza di congiuntivite allergica, invece, i farmaci da utilizzare sono generalmente colliri antiallergici, ma non è escluso, soprattutto per curare le forme più intense, l’utilizzo di antistaminici e cortisonici.

    Infine, nei casi di congiuntivite virale, si interviene raramente per via farmacologica: al momento, infatti, non esistono farmaci per uso topico direttamente attivi per contrastare l’azione del virus. In tali casi, invece, è sempre consigliato l’utilizzo di colliri antinfiammatori per alleviare i sintomi.

    In generale, se anche voi soffrite di congiuntivite, non abbiate paura: la congiuntivite, infatti, non viene considerata come un'infiammazione grave, non interferisce con la vista e può essere efficacemente contrastata in breve tempo.

    Prestate, invece, molta attenzione se portate lenti a contatto perché siete maggiormente esposti a più gravi traumi della cornea.

    Il consiglio per combattere al meglio la patologia? Chiedere sempre aiuto al vostro farmacista: in base della gravità della patologia saprà indicarvi i principi attivi migliori per curare gli occhi colpiti da congiuntivite.

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    14 Ottobre 2021

    Se vi è capitato di soffrire di qualche fastidio alla zona del collo, probabilmente siete stati colpiti da cervicalgia. Comunemente viene chiamata cervicale, ed è un dolore che interessa tutta la prima parte della colonna vertebrale.

    Cause e sintomi: scopriamoli insieme

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    I sintomi che ne conseguono come il dolore al collo e alle spalle, mal di testa, vertigini, intorpidimento alle braccia e alle mani e perfino la nausea, sono dovuti alla compressione dei vasi. Impedendo il corretto fluire del sangue lungo le arterie vertebrali e il giusto apporto nei centri nervosi dell’equilibrio, provocano il manifestarsi dei diversi disturbi.

    In forma in poco tempo

    Niente paura però! Alleviare il dolore e ripristinare una situazione di benessere in breve tempo è possibile. Vediamo come.

    • Terapia farmacologica: nella fase più acuta si possono prendere degli antinfiammatori (FANS) per bocca o tramite appositi cerotti. Utilissimi sono anche i miorilassanti che, sciogliendo la muscolatura, possono aiutare decontrarre la parte ripristinando la giusta mobilità.
    • Terapia strumentale: non deve essere eseguita durante la fase acuta e consiste nel sottoporre la parte ad elettrostimolazione (tens), ultrasuoni, ionoforesi e radarterapia. Queste pratiche servono a scogliere le contratture della fascia muscolare, portandola ad una situazione di rilassamento.
    • Terapia di massaggio: digitopressione, shiatsu, massaggi fisioterapici e agopuntura. Sono tutti rimedi che aiutano a restituire una sensazione di benessere, alleviando il dolore e distendo la zona interessata. Anche in questo caso evitate di eseguire queste pratiche durante la fase acuta di dolore.

    Per agire correttamente e non peggiorare la situazione è sempre bene rivolgersi al vostro farmacista di fiducia, che saprà consigliarvi il prodotto e la formulazione migliore per risolvere il problema in modo efficace e veloce.

  • Tosse nei bambini: ecco come riconoscerla e curarla

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    Quando si hanno dei bambini basta un solo colpo di tosse per farci preoccupare. State tranquilli: generalmente questo sintomo rappresenta una reazione di difesa del corpo per mantenere libere le vie aeree ed eliminare qualsiasi elemento che possa ostruirle, come pollini, virus e batteri.

    Questo meccanismo, però, può avvenire anche come manifestazione di patologie più gravi e, quindi, è fondamentale riconoscere i vari tipi di tosse e sapere come intervenire.

    Vedemecum della tosse

    In base alla causa che l’ha generata, la tosse si sviluppa in modo diverso. Vediamo insieme come.

    La tosse acuta scompare entro tre settimane ed è generata dall’esposizione continua a microbi legati a due malattie:

    • la laringite, un’infezione virale la cui tosse ha il suono simile a quello del verso di una foca o di un cane. Tranquillizzate il bambino e mantenetelo in posizione seduta o eretta per favorirne la respirazione;
    • la pertosse è una malattia batterica contagiosa, che si sfoga con colpi di tosse molto vicini che possono lasciare senza fiato, provocando apnea ocianosi. Si cura solitamente tramite antibiotico.

    Quando supera le otto settimane, invece, si parla di tosse cronica. Può essere causata da:

    • asma bronchiale, che si manifesta con affanno, sibili al momento dell’inspirazione e con il broncospasmo, ovvero la contrazione delle pareti bronchiali. La terapia medica consigliata è a base di aerosol;
    • tosse somatica. Nasce intorno ai sei anni come un tic nervoso dal suono simile a quello di un clacson. Fondamentale in questo caso è rassicurare il bambino tranquillizzandolo.
    Per capire meglio come intervenire, rivolgetevi sempre al vostro pediatra di fiducia e al personale specializzato in farmacia che sapranno darvi tutte le indicazioni necessarie per curare i sintomi del vostro bambino.
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  • TONIFICARE IL CORPO CON IL NUOTO

    13 Ottobre 2021

    Il desideri, che la maggior parte degli uomini e delle donne, hanno in comune è avere un corpo tonico e soprattutto, quando l'estate è alle porte, l'incubo di rimettersi in forma diventa un vero e proprio "chiodo fisso". Il consiglio, sarebbe quello di iniziare in tempo e con un minimo impegno durante l'arco dei dodici mesi, prendersi cura per garantire al proprio fisico, una buona forma fisica. Se non avete avuto il tempo necessario per dedicarvi allo svolgimento di un'attività fisica o semplicemente non vi andava, ma da qualche tempo, questo pensiero invade la vostra mente, non ci sono problemi, perché non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco e recuperare, la giusta forma fisica.

    In questo nuovo articolo parliamo del nuoto, uno sport completo per tonificare e non solo, il corpo.

    Prima di tutto, se decidete di iniziare a praticare questa disciplina, andateci piano senza esagerare, per i principianti una volta a settimana, con un'ora di allenamento, risulta essere più che sufficiente, mentre se siete più esperti e preparati, potete dedicarvi al nuoto fino a 3 volte a settimana, scegliendo quante ore allenarvi durante la settimana.

    Il nuoto, lo sport perfetto per tonificare completamente il corpo,perché aiuta a bruciare le calorie, nelle donne combatte la formazione della cellulite, e inoltre, in entrambi i sessi,tonifica le gambe, i glutei e le braccia. Questo tipo tipo di attività fisica, richiede uno sforzo fisico notevole e completo che interessa tutti i muscoli del corpo. Tonifica e rassoda, modellando e scolpendo il fisico e in più, garantisce un'ottima salute all'organismo. Attenzione, se siete allergici al cloro, il nuoto, purtroppo, non è lo sport adatto a voi.

    Se volete rimettervi in forma, non vergognatevi, ma agite, iniziando una sana attività fisica che donerà al vostro corpo innumerevoli benefici, con il vantaggio che otterrete soddisfazione al vostro desiderio.

  • GAMBE STANCHE? INTERVENIAMO CON I RIMEDI NATURALI

    06 Ottobre 2021

    Le gambe stanche sono un problema assai ricorrente, sia per chi sta troppo seduto svolgendo un tipo di vita sedentaria e sia per chi sta troppo in piedi e svolge un tenore di vita eccessivamente frenetico. Generalmente i sintomi, che si avvertono in presenza di gambe stanche sono sentirle pesanti, avvertire un senso di gonfiore, a volte sentirle abbastanza o calde o decisamente fredde o addirittura sentirle talmente stanche, che si necessità di muoverle effettuando, piccoli movimenti o ci sono casi in cui questo fastidio è legato a problemi di circolazione.

    Questa difficoltà si può combattere con delle cure naturali sono dei rimedi basati, su una sana e corretta alimentazione, che aiutano le gambe a sentirsi leggere e riposate. Questi consigli sono una sorta di regole, che se rispettate possono aiutarvi nel modo giusto e valido. Abbiamo detto che la regola da seguire è l'alimentazione, allora cercate ogni giorno di bere e bere, molta acqua, prendete l'abitudine di consumarne almeno 2 litri lontano dai pasti se imparate a bere con regolarità, aiuterete l'organismo a depurarsi ed eliminare le tossine e di conseguenza le gambe saranno leggere. Un'altra regola importantissima è quella di mangiare frutta, regolarmente durante l'arco della giornata, potete scegliere tra le mele e le banane, sono ideali per contrastare questo fastidio, evitate di consumare bibite gassate e scegliete succhi di frutta o ai mirtilli rossi o all'aloe vera sono "miracolosi " in quanto aiutano la circolazione a lavorare in modo sano e corretto e alleviano il senso di gambe gonfie e pesanti. Questi sono pochissimi consigli ma molto, molto preziosi e possono aiutarvi e proteggervi, perché come potete capire, a volte basta poco per stare meglio e non essere vittime dell'insorgere di disturbi maggiori.

    Nel prossimo articolo parleremo di creme e altri rimedi naturali e andremo a contrastare ed alleviare, i problemi relativi alle gambe stanche e pesanti. Da parte vostra è richiesta solo costanza e continuità.

  • La sesta malattia: una malattia che non deve spaventare

    29 Settembre 2021

    Ci mancava solo la sesta malattia! Povero il mio patato... Lo so bene che è tutto normale e lo so da me che la sesta malattia è una malattia che rientra tra le infezioni della prima infanzia. Tuttavia, vedere Andrea bollire dalla febbre mi dà il tormento, non posso farci proprio niente... Ha raggiunto i 39 gradi e io ho una paura matta che gli vengano le convulsioni...

    La sesta malattia rientra nella rosa delle malattie esentematiche che scompare da sola, ovvero senza l'ausilio dei farmaci, così mi ha detto il pediatra... Questa volta non farò nessuna pazzia: mi sono riproposta di non intervistare proprio nessuno, lo giuro!

    In questo piccolo incidente di percorso ho scoperto che sesta malattia e bambini non sono l'unico binomio esitente; infatti c'è il binomio sesta malattia e adulti... Accidenti, spero che il piccolo non mi contagi, anche perché il contagio avviene per via aerea: basterebbe uno starnuto o un colpo di tosse per contagiarmi, e se mi contagiasse come se la caverà lui senza la sua mamma? Mi devo assolutamente calmare.

    Peraltro mi rendo conto solo ora di aver scordato di parlarvi dei sintomi della sesta malattia. Febbre alta tralasciando, questa “strega” si manifesta con una brutta eruzione cutanea, proprio come la rosolia, la scarlattina e il morbillo, ed è causata da uno schifoso virus: Herpes di tipo 6, così mi ha riferito il pediatra del mio bambino. Lungo il busto Andreuccio è diventato tutto rosa, poveraccio! Il medico mi ha anche detto che la malattia “esplode” dopo un'incubazione che può durare dai 5 giorni ai 15 giorni.

    Non sto facendo l'uccello del malaugurio! Vi sto fornendo tutte le notizie possibili con la speranza che non vi servano!

    C'è una sola cosa che voglio ribadire, ma è importante che teniate a mente: non bisogna assolutamente somministrare farmaci ai nostri piccoli, perché essendo la sesta malattia una malattia virale essa si risolve in modo spontaneo. Tuttavia, se proprio la temperatura sale moltissimo si può ricorrere al paracetamolo, ma è sempre meglio evitare e optare per la vecchia e cara borsa del ghiaccio!

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