
Inappetenza è il lemma del giorno, o meglio degli ultimi due giorni! Acciderbolina che depressione!
Dovete sapere che il mio piccolo ometto si è beccato nuovamente una brutta influenza, e fin qui è tutto normale, ci sta tutto... Meglio che non ci stia, direte voi, ma ci sta!
Questa volta è stata dura, perché Andrea si è beccato una terribile influenza con catarro e con una tosse orrenda, povera creatura!
Ora è tutto passato e il mio leoncino è ritornato vispo e sano, ma come al solito c'è un però... Andreuccio, infatti, non ha ripreso a mangiare come prima... Mi sono scervellata a cercare di capire come stimolargli l'appetito, ma nulla... non ho trovato nessuna risposta convincente. Testarda come un asino ho allora stressato nuovamente tutte le mamme della mia famiglia, e lì tutte a deridermi, a dirmi di non forzare la mano con il bambino, a pregarmi di stare tranquilla etc etc etc... Insomma tutte perpetravano il solito e noioso chiacchiericcio continuo e monotono che mi angoscia da morire. Avevo l'ansia a mille...
Andrea mangia poco e io voglio solo vederlo ritornare a mangiare come prima, chiedo troppo? Questa la domanda intima che mi facevo continuamente e che mi stava frullando per il cervello... Infatti, pur conscia di essere un pochino esagerata, ho deciso di riportare il mio piccolino dal suo pediatra. Lo so che sono noiosa e testarda, so anche che mi era stato detto in tutte le lingue del mondo ciò che mi ha ridetto anche il medico. Tuttavia io dal pediatra dovevo andarci, ed è stato meglio così!
Il medico, infatti, mi ha semplicemente spiegato che tutte le infezioni possono comportare inappetenza; questo perché danno avvio a una serie di risposte dell'organismo che fanno cambiare rotta alle energie verso i processi difensivi facendo sì che ne risentano i processi digestivi... Povero stomaco del mio cucciolotto! Morale della favola? L'inappetenza del mio ometto è normale e devo semplicemente aspettare la ripresa spontanea del suo appetito! In sintesi devo stare tranquilla! L'unica cosa che posso fare in questo periodo di inappetenza di Andrea è somministrargli sostanze come ferro, vitamine del gruppo B e carnitina. Tutto qui!
Se anche voi state vivendo l'ansia da inappetenza bambini, state tranquille: è tutto normale. Io ci ho impiegato un po' a capirlo, ma ho imparato la lezione!
-
Quante volte, vi è capitato di voler trovare risposte valide e voler soddisfare le vostre tante esigenze? Sicuramente la risposta sarà sempre, spesso, ma il risultato è che, purtroppo avete provato tanti di quei prodotti, più o meno costosi e non avete ottenuto il risultato desiderato. Quando si parla di bellezza della pelle del corpo, il problema è che da un discorso piacevole, si arriva a parlare delle delusioni. La pelle del corpo per mantenere il suo naturale splendore ha bisogno di attenzioni, coccole e un nutrimento totale.
Il protagonista del nuovo articolo sarà il sedano e con lui, vi spiegheremo come realizzare uno scrub per il corpo che svolgerà le seguenti funzioni:
nutre la pelle in profondità, idratandola
la leviga rendendola morbida e setosa
elimina le cellule morte
elimina il senso di ruvidità
rallenta la crescita dei peli (gambe)
Se tutto questo, vi sembra un miracolo, ora vi sveliamo come realizzare lo scrub al sedano
Scrub al sedano per il corpo
Gli ingredienti che vi occorrono sono i seguenti:
1 gambo del sedano
1 cucchiaio di olio extra vergine
2 cucchiai di zucchero di canna
Dovete inserire nel frullatore il gambo del sedano tagliandolo in piccoli pezzetti, in modo da frullarlo con facilità. Successivamente mettete il composto ottenuto in una ciotola aggiungendo la quantità di olio extra vergine e i due cucchiai di zuccheri di canna. Con un cucchiaio amalgamate il tutto e mettevi sotto la doccia. Inumidite la pelle del corpo e iniziate a massaggiare il vostro scrub al sedano, con movimenti leggeri e circolari per circa 5 minuti, esercitando una maggiore pressione, sulle gambe, la pancia, i glutei e le braccia, inoltre potete applicare questo composto anche sul viso, in quanto risulta essere molto delicato. In seguito, sciacquate il tutto con acqua tiepida e procedete alla classica detersione del corpo. Il consiglio è di ripetere questo scrub almeno una volta a settimana.
Soddisfatte? Provate e vedrete......
-
Negli articoli precedenti abbiamo parlato dei benefici che il lievito di birra dona alla pelle del viso e ai capelli secchi e sfibrati. Ma dovete sapere, che con questo ingredienti, si può preparare uno scrub per esfoliare la pelle del corpo, il vantaggio è che risulta essere estremamente nutriente, infatti, leviga la pelle, andando ad eliminare tutte le cellule morte che rendono l'epidermide poco sano. La preparazione è molto semplice e richiede pochissimo tempo, vediamo cosa occorre per realizzarlo.
Scrub per il corpo al levito di birra, nutriente
Gli ingredienti sono:
1/2 panetto di lievito di birra
1 cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaino di zucchero di canna
1 cucchiaino di olio extra vergine
acqua calda, quanto basta
Iniziamo, prendete una ciotola e mettete il lievito di birra insieme alla quantità di bicarbonato, lo zucchero di canna, l'olio extra vergine e aggiungete l'acqua calda, una dose necessaria per ottenere un impasto cremoso. Aiutandovi, con un cucchiaio, mescolate il tutto con cura. Una volte che il vostro scrub è pronto mettevi nella doccia o nella vasca da bagno e inumidite la pelle. Stendete, la "crema" su tutto il corpo, insistendo maggiormente sulle gambe, la pancia e i glutei. Effettuate dei movimenti circolari e leggeri per almeno 5 minuti. Sciacquate abbondantemente eliminando tutti i residui dello scrub e poi, effettuate il lavaggio, con il vostro classico bagnoschiuma. Ripete questo trattamento esfoliante, almeno una volta a settimana e la vostra pelle, giorno dopo giorno, sarà più bella e sana.
Se vi avanza il composto, non gettatelo, copritelo con un pò di pellicola trasparente e conservatelo in frigorifero, si mantiene fino a 4 giorni. Ricordate, quando andate ad utilizzarlo, tiratelo fuori dal frigo, almeno un paio di ore prima.
Nutrite la vostra pelle del corpo, con il lievito di birra...... Un piccolo, ma grande alleato, per la bellezza....
-
La pelle grassa è un problema, molto diffuso che la rende oleosa, unta e visibilmente "sporca". E' un fastidio, spesso associato ad una cattiva alimentazione, all'uso di prodotti aggressivi, dallo smog, associata allo stress e anche la genetica, purtroppo ha le sue colpe. Le responsabili, che portano alla formazione della pelle grassa sono le ghiandole sebacee che producono una maggior quantità di sebo rispetto alla norma. Risolvere questa problematica, non è impossibile e difficile, bastano le giuste accortezze e della valide attenzioni. Abbiamo, già parlato del lievito di birra e delle sue ottime qualità benefiche per mantenere e migliorare la bellezza della pelle. Infatti, è con questo ingrediente che andremo a realizzare una maschera per il viso, contro la pelle grassa.
Maschera al lievito di birra, contro la pelle grassa
Gli ingredienti, che vi occorrono per realizzarla sono:
1/2 panetto di lievito di birra
4 cucchiai di yogurt bianco naturale
1/2 succo di un limone
Bene, prendete una ciotola di piccole dimensioni e mettete il lievito di birra con lo yogurt bianco, aggiungendo il succo di mezzo limone, con un cucchiaio, mescolate, fino a quando questi due ingredienti non risultano completamente amalgamati fra di loro. A questo punto prendete un pennello non troppo grande, ma nemmeno troppo piccolo e iniziate a spalmare la vostra crema sul viso asciutto e pulito, evitando le labbra e il contorno occhi. Lasciate in posa la vostra maschera per una buona mezz'ora, rilassandovi. Quando, questo tempo è trascorso, sciacquate via ogni minima traccia e residuo con acqua tiepida. Ripetete, questo specifico trattamento almeno 2 volte a settimana e noterete enormi benefici. Il grasso in eccesso sarà assorbito, la pelle apparirà levigata e sarà contrastata l'odiosa formazione dei brufoli.
Il lievito di birra, un rimedio naturale che elimina e combatte la pelle grassa, in modo efficace e soprattutto, naturale
-
Ogni volta che devo tagliare le unghie ad Andrea mi faccio prendere dall'ansia...
Tutte noi sappiamo che le unghie del neonato sono super morbide e super flessibili, quindi la mia preoccupazione di fare danni è più che ragionevole, non pensate?
Tuttavia, come ogni bebè anche il mio tigrotto ha unghie taglienti e i suoi graffi non sono di certo carezze, tutt’altro! Dunque, inutile girarci intorno: le devo tagliare e basta, senza fare molti giri, anche perché il mio bambino ha superato da un pezzo il primo mese di vita e non ho più nemmeno questa scusa per poter tergiversare...
Oggi, però, la signora Rina, l'amica di mia zia Dina, mentre parlavamo davanti a un buon caffè caldo mi ha svelato un piccolo trucchetto per tagliare al meglio le unghie del mio piccolino. Questo trucco è talmente semplice che ci avrei potuto tranquillamente pensare da sola: sarebbe bastato fermarmi un attimino a pensare... Già pensare... un verbo che si allontana da me ogni volta che la mia “amica” ansia fa la sua comparsa.
Per tagliare le unghie ad Andreuccio a parte munirmi di forbicine neonato, quelle con la punta arrotondata per intenderci, ho due opzioni: eseguire l'operazione subito dopo il bagnetto, così che il piccolo risulti tutto bello rilassato, o immergere la sua manina qualche secondo in acqua tiepida. Entrambi i metodi hanno lo scopo di ammorbidire le unghie e di rendere l'operazione più facile per noi mamme.
La signora Rina deve avermi vista un po' imbranata, perché ci ha tenuto a ricordarmi che le unghiette dei piedini si tagliano dritte, mentre quelle delle manine devono essere arrotondate. Che ridere! Mi ha pure raccomandato di non confondermi! Va beh che sono ansiosa, ma non sono ancora così tanto pasticciona e decrepita; stavo per sottolinearglielo, ma poi ho cambiato idea. Del resto, chi se ne frega di ciò che pensa la signora Rina?!
Ad ogni modo ora ho a portata di mano il suo trucchetto per tagliare le unghie al neonato; in sintesi io ci ho guadagnato e con me ci avete guadagnato anche voi!
-
Decisione presa! Andrea è ormai un ometto ed è arrivata l'ora di farlo dormire nella sua stanza!
Ovviamente ho visionato solo camerette neonati a regola d'arte e mi sono cimentata meticolosamente nell'arredamento della stanza! Per regalargli una cameretta che soddisfi in pieno le esigenze della sua crescita ho letto di tutto e di più!
Devo dire che il tutto è stato davvero emozionante! Avevo trascurato la stanza del mio piccolino: rimandavo da un giorno all'altro l'importante impegno di occuparmi del suo arredamento... Avevo dalla mia il fatto che Andreuccio dormisse nella sua comoda culla vicino al mio letto.
Ma facciamo qualche passo indietro. Partendo dall'assunto che la cameretta di ogni bimbo deve essere un luogo speciale, pratico e sicuro, ho fatto della stanza del mio bambino un “giardino incantato”; quindi ho deciso di condividere con voi ciò che ho imparato per arredare al meglio questo spazio!
Sono due gli elementi indispensabili per la stanza dei nostri bimbi, quelli di cui proprio non si può fare a meno sono il lettino e il fasciatoio; dunque è importanti sceglierli di ottima qualità!
Dopo il terzo mese il lettino diverrà la dimora fissa dei nostri piccoli, pertanto vale proprio la pena dedicargli molta molta attenzione!
Il consiglio migliore che posso darvi è quello d'investire anche in una cassettiera, possibilmente con rotelle: si tratta di uno spazio utile per conservare biancheria, pannoloni e vestitini. Ancora, è utile avere: un armadio, da adattare internamente con un appendiabiti o con ceste e ripiani; un'immancabile poltroncina bassa, comoda per potersi sedere ad allattare agevolmente; uno scaffale per riporre i giochi. I bimbi, si sa, adorano essere circondati dei loro giocattoli!
Tuttavia, a mio avviso, ogni buona stanzetta ha bisogno anche di ceste in vimini per riporre oggetti da toeletta e giocatoli e di sistemi modulari adattabili alle esigenze del bimbo che cresce.
Ogni elemento che dovrà arredare la cameretta dei vostri piccoli dovrà essere sempre un componete specifico per la stanza dei bambini. I mobili, inoltre, dovranno risultare piacevoli e accoglienti, dal momento che la stanza dei bimbi dovrà essere il nido perfetto per ogni pargolo ed essere in grado di crescere con loro! Che altro dire? Spero proprio d'esservi stata utile!
-
Argomento: allattamento. Oggi mi rivolgo alle neo neo mamme e a quelle che ancora lo devono diventare!
Rovistando nel mio cassetto magico, quello stracolmo di vecchi quaderni, è apparso lui, il taccuino che scrivevo quando ero in attesa di Andrea, che meraviglia! Lì c'è un mondo di sensazioni, impressioni, paure... in quel mondo ci sono pagine intervallate da appunti veloci sulla vita futura con il mio bambino.
Ho preso il taccuino tra mani e l'ho aperto in una pagina a caso, titolo: alimentazione in allattamento. Quanti ricordi! È stato a quel punto che ho pensato: perché non condividerli con mie amiche mamme?
L'allattamento, si sa, è fondamentale per la salute dei nostri piccoli, ragion per cui ho deciso di regalarvi i miei piccoli appunti sui cibi da evitare in allattamento e su quelli da consumare.
D'altronde, come ci ha insegnato Feuerbach, “noi siamo quello che mangiamo”, e se la nostra salute è influenzata da come mangiamo, a maggior ragione la salute dei nostri piccoli è influenzata da noi durante il periodo dell'allattamento, o mi sbaglio?!
Adesso bando alle chiacchiere, il discorso si fa serio, ed ecco dunque i miei preziosi appunti.
Dieta allattamento:
cosa mangiare in allattamento: per stimolare una produzione mammaria bella sana è necessario introdurre nella propria dieta il consumo di: quinoa, finocchio, miglio, cumino e malto.
cosa non mangiare in allattamento: per evitare di rendere il proprio latte acido e poco digeribile per i propri piccoli è assolutamente necessario evitare di consumare cibi come: cavolo (tutti i tipi di cavolo), spinaci, prugne e agrumi.
È inoltre molto molto importante ridurre il consumo di tè e quello di caffè.
Questi i miei appunti! Vi giuro che non è così terribile come dieta, anzi! Io mi sono abituata così velocemente da aver dimenticato questo scritto dietetico. Per me è infatti diventato assolutamente normale consumare i cibi amici dell'allattamento ed evitare quelli nemici; a dir la verità l'unico peso è la riduzione del caffè e alcune volte il desiderio di una bella spremuta d'arancia.
-
Oggi mi presento in veste di mamma creativa. Ebbene sì, ho abbellito il paralume della stanza del mio bambino! Devo dire che è stata una giornata fantasiosa e più che soddisfacente! Andreuccio era in brodo di giuggiole! Quanti sorrisi mi ha regalato!
Ora vi rivelerò come potete trasformare un semplice paralume in un grazioso accessorio per la stanza delle vostre piccole pesti! Ogni cameretta per bambini, infatti, con un paralume rinnovato diventa più accogliete e piena di calore!
La tecnica per personalizzare il paralume è facile, divertente e molto rapida!
Dovete procurarvi della carta per confezionare regali che abbia disegni e contorni netti.
Una volta scelti i disegni che volete usare per la vostra creazione, sarà necessario calcolare il numero dei disegni utili per ornare il paralume; quindi armatevi di forbici appuntite e ben affilate e cimentatevi a ritagliarli tutti.
A lavoro eseguito, prendete del nastro bioadesivo e applicatene un pezzetto sul retro dei ritagli, poi attaccateli al vostro paralume posizionandoli per bene di modo da ottenere un bell'effetto decorativo! Dopodiché dovete segnare leggermente a matita la posizione dei ritagli, quindi dovete toglierli.
Una volta tolto il nastro adesivo, sul retro di ogni ritaglio, bisognerà spalmare alla perfezione della colla, ma abbiate cura di arrivare fino ai margini di ogni figura (è consigliata sempre una colla in stick). A operazione eseguita, dovete incollare i decori sistemando per bene i ritagli nei punti segnati precedentemente sul paralume. Infine, munite di una pezza di stoffa, dovete lisciare per bene ogni figura di modo da rimuovere alla perfezione eventuali bolle d'aria.
Adesso il gioco è fatto! Anche voi e i vostri bimbi avrete un paralume speciale creato con tutto l'amore e la pazienza di cui solo noi mamme siamo capaci!
Manca ancora un passaggio: dovete andare ad attaccare la vostra meravigliosa creazione nella presa della cameretta dei vostri piccoli. Fatto? Bene! Ora potete portarli a vedere l'opera, vedrete che sorrisi che vi doneranno!
-
Ci mancava solo la sesta malattia! Povero il mio patato... Lo so bene che è tutto normale e lo so da me che la sesta malattia è una malattia che rientra tra le infezioni della prima infanzia. Tuttavia, vedere Andrea bollire dalla febbre mi dà il tormento, non posso farci proprio niente... Ha raggiunto i 39 gradi e io ho una paura matta che gli vengano le convulsioni...
La sesta malattia rientra nella rosa delle malattie esentematiche che scompare da sola, ovvero senza l'ausilio dei farmaci, così mi ha detto il pediatra... Questa volta non farò nessuna pazzia: mi sono riproposta di non intervistare proprio nessuno, lo giuro!
In questo piccolo incidente di percorso ho scoperto che sesta malattia e bambini non sono l'unico binomio esitente; infatti c'è il binomio sesta malattia e adulti... Accidenti, spero che il piccolo non mi contagi, anche perché il contagio avviene per via aerea: basterebbe uno starnuto o un colpo di tosse per contagiarmi, e se mi contagiasse come se la caverà lui senza la sua mamma? Mi devo assolutamente calmare.
Peraltro mi rendo conto solo ora di aver scordato di parlarvi dei sintomi della sesta malattia. Febbre alta tralasciando, questa “strega” si manifesta con una brutta eruzione cutanea, proprio come la rosolia, la scarlattina e il morbillo, ed è causata da uno schifoso virus: Herpes di tipo 6, così mi ha riferito il pediatra del mio bambino. Lungo il busto Andreuccio è diventato tutto rosa, poveraccio! Il medico mi ha anche detto che la malattia “esplode” dopo un'incubazione che può durare dai 5 giorni ai 15 giorni.
Non sto facendo l'uccello del malaugurio! Vi sto fornendo tutte le notizie possibili con la speranza che non vi servano!
C'è una sola cosa che voglio ribadire, ma è importante che teniate a mente: non bisogna assolutamente somministrare farmaci ai nostri piccoli, perché essendo la sesta malattia una malattia virale essa si risolve in modo spontaneo. Tuttavia, se proprio la temperatura sale moltissimo si può ricorrere al paracetamolo, ma è sempre meglio evitare e optare per la vecchia e cara borsa del ghiaccio!
-
Oggi sono andata a un seminario che parlava di bambini e bilinguismo. Devo dirvi che sono rimasta piacevolmente soddisfatta: sono veramente contenta di aver dedicato la mattinata odierna a un tema così importante!
Eh sì, ho proprio usato l'aggettivo “importante”! Anche io ero scettica in merito, ma scoprire che i bambini bilingue hanno una marcia in più rispetto ai bambini monolingue, ovvero a tutti quei bambini che parlano solo la lingua madre, è stato istruttivo e mi ha aperto la mente nei confronti di un modello educativo che avevo grandemente sottovalutato.
Imparare due lingue comporta infatti per il cervello di ogni bambino una serie di vantaggi. Io ho deciso! Il mio ometto crescerà bilingue! Sarò irremovibile sulla questione: Andrea crescerà imparando due lingue: italiano e inglese.
Gli esperti del seminario hanno illustrato nel dettaglio uno studio molto interessante, pubblicato peraltro in un'importantissima testata: l'International of Bilingual Education and Bilingualism. All'interno di questa ricerca, si dimostra quanto il bilinguismo risulti produttivo per il cervello dei bambini; nel caso in cui si imparino due lingue, infatti, l'encefalo dei più piccoli viene sottoposto a un maggiore allenamento. Il risultato è che i bimbi che imparano due lingue sono in grado di passare agevolmente da una lingua all'altra!
Nei bambini bilingue, quindi, risulteranno notevolmente accresciute sia la memoria a breve termine sia la capacità che permette loro di arrivare prima alla soluzione.
Riassumere tutto il seminario in due righe non è facile e non può essere nemmeno esaustivo, ma vi posso assicurare che crescere i bambini bilingue è una delle scelte migliori che noi mamme possiamo fare nell'atto del vaglio del percorso educativo dei nostri bimbi! Pensate che esistono addirittura dei giochi che aiutano i genitori in questo compito delicato.
Dal canto mio io penso proprio che il gioco valga la candela! Gli effetti positivi del bilinguismo sullo sviluppo cerebrale dei nostri piccoli meritano un impegno in tal senso! Il mio ometto lo merita proprio!
Badate, io non voglio convincervi con queste poche righe, poche e neanche esaustive, voglio però invitarvi a informarvi, a leggere e qualora ne aveste la possibilità a partecipare a dei seminari di formazione, proprio come ho fatto io! Vi si aprirà un mondo, vedrete!
-
Inappetenza è il lemma del giorno, o meglio degli ultimi due giorni! Acciderbolina che depressione!
Dovete sapere che il mio piccolo ometto si è beccato nuovamente una brutta influenza, e fin qui è tutto normale, ci sta tutto... Meglio che non ci stia, direte voi, ma ci sta!
Questa volta è stata dura, perché Andrea si è beccato una terribile influenza con catarro e con una tosse orrenda, povera creatura!
Ora è tutto passato e il mio leoncino è ritornato vispo e sano, ma come al solito c'è un però... Andreuccio, infatti, non ha ripreso a mangiare come prima... Mi sono scervellata a cercare di capire come stimolargli l'appetito, ma nulla... non ho trovato nessuna risposta convincente. Testarda come un asino ho allora stressato nuovamente tutte le mamme della mia famiglia, e lì tutte a deridermi, a dirmi di non forzare la mano con il bambino, a pregarmi di stare tranquilla etc etc etc... Insomma tutte perpetravano il solito e noioso chiacchiericcio continuo e monotono che mi angoscia da morire. Avevo l'ansia a mille...
Andrea mangia poco e io voglio solo vederlo ritornare a mangiare come prima, chiedo troppo? Questa la domanda intima che mi facevo continuamente e che mi stava frullando per il cervello... Infatti, pur conscia di essere un pochino esagerata, ho deciso di riportare il mio piccolino dal suo pediatra. Lo so che sono noiosa e testarda, so anche che mi era stato detto in tutte le lingue del mondo ciò che mi ha ridetto anche il medico. Tuttavia io dal pediatra dovevo andarci, ed è stato meglio così!
Il medico, infatti, mi ha semplicemente spiegato che tutte le infezioni possono comportare inappetenza; questo perché danno avvio a una serie di risposte dell'organismo che fanno cambiare rotta alle energie verso i processi difensivi facendo sì che ne risentano i processi digestivi... Povero stomaco del mio cucciolotto! Morale della favola? L'inappetenza del mio ometto è normale e devo semplicemente aspettare la ripresa spontanea del suo appetito! In sintesi devo stare tranquilla! L'unica cosa che posso fare in questo periodo di inappetenza di Andrea è somministrargli sostanze come ferro, vitamine del gruppo B e carnitina. Tutto qui!
Se anche voi state vivendo l'ansia da inappetenza bambini, state tranquille: è tutto normale. Io ci ho impiegato un po' a capirlo, ma ho imparato la lezione!
-
Se c'è un “problema” di cui stranamente non mi sono mai preoccupata è quello del rigurgito di latte. Eppure durante i corsi pre-parto le mie compagne di “viaggio” ne erano terrorizzate. Forse le mie innumerevoli letture per una volta hanno sortito il giusto effetto!
Ho veramente tanto di quel materiale sul rigurgito che potrei aprire una bancarella con una bella insegna “tutto sul rigurgito neonato”! Secondo me farei un favore a moltissime neo-mammine!
In tutto ciò la nota positiva è naturalmente che le mie letture da neo mamma questa volta hanno giovato al mio piccolo Andrea. Tutto questo indottrinamento mi ha infatti resa talmente tranquilla da non permettere alla mia terribile ansia da prestazione di disturbare il suo equilibrio.
Ora però voglio condividere con voi quelle che sono le argomentazioni che mi aiutano a rimanere serena:
È inutile preoccuparsi del rigurgito acido del nostro bimbo, perché questo è un fenomeno naturale che colpisce almeno il 50% dei bimbi.
Il rigurgito di latte (ovvero quello di latte, succhi gastrici e saliva) scompare con la crescita, visto che viene provocato dall'incompleto sviluppo del cardias, cioè di quella valvola che impedisce la risalita del cibo!
Di rigurgito possono soffrire sia i piccoli che sono allattati al seno sia quelli allattati al biberon.
Quando il bimbo è allattato al biberon basta allattarlo con il latte antirigurgito. Io oggi per esempio lo avevo terminato. Se capitasse anche a voi, non abbiate alcuna paura: createlo sciogliendo nel latte della crema di riso e il gioco sarà presto fatto!
Se invece state allattando al seno, potete ridurre il fenomeno rigurgito evitando che il vostro bambino succhi troppo velocemente! In entrambi i casi, appena terminato il pasto tenete per alcuni minuti il vostro piccolo in braccio in posizione verticale; vedrete quanto li aiuterà anche questo piccolo accorgimento! Tuttavia, se il rigurgito è associato a un'irregolarità della crescita a cui si accompagna un calo di peso, andate subito dal pediatra: il vostro bimbo potrebbe avere un'esofagite, ovvero un'infiammazione dell'esofago.
-
Io adoro il babywearing, infatti amo alla follia indossare il mio bambino! Oggi mi è presa la voglia di shopping compulsivo e mi sono comprata altre tre fasce porta bebè per indossare il mio ometto! Tenerlo a contatto con il mio corpo gli dà sicurezza e calore, e poi diciamocela tutta: si tratta di un sistema molto molto pratico.
Ciò che noi non sappiamo è che il babywearing ha davvero una ricca tradizione culturale alle sue spalle. Per molte popolazioni asiatiche, sudamericane e africane il babywearing è la pratica più diffusa: nulla passeggini e porte-enfant ma solo ed esclusivamente contatto tra mamma e bebè! L'esperienza di indossare il proprio bambino riguarda nientemeno che l'80% circa della popolazione mondiale. Mica male come percentuale!
Oggi vi voglio consigliare vivamente di indossare il vostro piccolino/a con una fascia porta bebè o con un altro supporto. Sapete perché? Perché questa pratica meravigliosa vi permetterà di ascoltare più attentamente i bisogni e le richieste dei vostri bambini. Il che non è poco!
Io personalmente pratico il babywearing fin dalla nascita del mio cucciolo: ho iniziato con il pancia a pancia per poi passare, ai 3 mesi e mezzo, sul fianco; ora, appena Andrea compirà i suoi 6 mesi, sono fermamente intenzionata a praticarlo anche sulla schiena!
Tuttavia, indossare il proprio bebè non ha vantaggi solo per il piccolino, ma anche per noi mamme! La prima cosa che mi ha rallegrato è quella di poter tenere le mani libere. Con le mani libere si possono infatti svolgere alcune piccole mansioni. Il che è a dir poco fantastico!
Io ho un vero e proprio debole per la fascia lunga, è comoda da indossare, è bella e, cosa non trascurabile, distribuisce equamente sul mio corpo il peso di Andrea! In ogni caso ci sono anche altri supporti per indossare i propri piccoli: marsupio strutturato, pouch sling, ring sling, mei tai sono tutti prodotti che permettono a ogni mamma di indossare il proprio bimbo! Ovviamente tutte noi dobbiamo scegliere in base alle nostre esigenze e a quelle del nostro bambino.
-
Chissà perché i vecchi rimedi si rivelano sempre i più efficaci! Affermazione banale, vero? Forse lo è o forse no, ma mi frulla in testa da alcuni giorni e per la precisione da quando Andrea ha avuto un noiosissimo singhiozzo!
Noi mamme sappiamo bene che per i nostri piccoli le cause del singhiozzo sono le più disparate. Si va dal pianto al reflusso gastro-esofageo passando per i repentini sbalzi termici. E allora? Allora non ci rimane che aspettare con ansia che quel fastidioso “hic hic” passi del tutto, sperando che accada il prima possibile.
Uffa! Io mi ritrovo a contare i mesi che mi separano dal superamento del primo anno e mezzo del mio ometto! Infatti, il pediatra mi ha detto che una volta superato l'anno e mezzo il tormento singhiozzo del mio bambolotto via via scemerà. Io non vedo l'ora... Il singhiozzo sa essere veramente irritante!
Nel frattempo, per alleviare il fastidio del mio bambino mi sono messa alla ricerca di rimedi per il singhiozzo. Quindi mi sono attivata e ho intervistato tutte le donne della mia famiglia: mamma, zie, nonne, suocera! Insomma, ci sono passate proprio tutte! Non ci crederete ognuna di loro ha avuto un aneddoto sul singhiozzo da condividere con me! Alcuni sono veramente strampalati, altri invece davvero interessanti. Uno in particolare, quello che ho messo in pratica per “curare” il singhiozzo del mio piccolo, funziona davvero!
Ora vi rivelo la singhiozzo terapia che ho adottato e che mi è stata rivelata da mia zia Roberta! Benedetta sia lei e la sua saggezza! In uno degli innumerevoli attacchi di singhiozzo di Andrea, invece di perdere la pazienza, ho tirato forte e verso il basso i lobi delle orecchie del mio cucciolotto, ovviamente senza fargli male, povero angioletto! Non ci crederete ma quello di zia Roberta si è rivelato un metodo rapido e molto efficace; infatti il singhiozzo si è dileguato nel nulla! Io non posso che consigliarvene vivamente la pratica! Provateci e constaterete voi stesse i risultati!
-
Dilemma pannolini: a me Amleto fa davvero un baffo! Come tutte le mamme che si rispettino anche io ho vissuto l'incubo pannolino, e devo confessare che l'ho vissuto già prima degli esordi da genitrice. Non che dopo la nascita del mio piccolo Andrea le perplessità e le domande siano diminuite... quelle non finiranno mai, perché mai si finirà d'imparare con o senza pannolini ad arroventarmi la testa.
I miei voli mentali prendevano forma dai dilemmi più stupidi, partivano dalla scelta dei pannolini per neonato più adatti al mio futuro pargoletto, passavano attraverso quali pannolini ecologici scegliere per arrivare alla “decisione delle decisioni”, ovvero alla scelta tra i pannolini lavabili e quelli usa e getta. Alla fine io ho optato per i pannolini lavabili, e lo ho fatto perché questo tipo di pannolino non arreca allergie e arrossamenti ai nostri piccoli. In breve questo tipo di panno è un grande alleato contro tutte quelle irritazioni causate dai pannoloni per bebè usa e getta.
A ogni modo, tutto questo giro mentale mi ha portato anche a risparmiare parecchi soldi e a compiere una scelta ecologica che mi riempie d'orgoglio, dal momento che sono una ferrea alleata della sostenibilità! I pannolini lavabili sono infatti un vero e proprio investimento: essendo adattabili a diverse taglie e lavabili permettono a noi mamme di allargarli e di stringerli a seconda delle nostre esigenze, anzi a seconda elle esigenze del nostro piccolo ometto!
In questo rincorrersi di scelte, però, devo confessarvi che il mio incubo più mostruoso era l'odore del pannolino... Per combattere i sentori poco piacevoli ho adottato il trucco della mia dirimpettaia Carlotta: ogni volta che cambio il mio piccolino spolverizzo un po' di bicarbonato di sodio nel suo pannolino, chiaramente non lo spolverizzo direttamente sul suo culetto, a meno che io non gli stia per fare il suo abituale bagnetto. Il risultato è incredibile: il bicarbonato di sodio attenua notevolmente l'odore dell'urina neutralizzandone l'acidità! Provatelo anche voi!
-
Quando aspettavo Andrea avevo una vera e propria fisima per il bagnetto; non so spiegarvi perché, ma la cosa mi creava mille insicurezze e paranoie. Vai a capire la testa! Oggi ci rido, ma ieri mi crogiolavo tra una marea di dubbi stupidi e forse un po' ridicoli su come fare il bagnetto al neonato.
Le mie paure? Dalla sicurezza in vasca al terrore che l'uscita dall'acqua calda del bagno risultasse traumatica per il mio bambino passando per la scelta del detergente giusto. Che dire? Piccole grandi insicurezze di una neo mamma che non sa che mano darsi! In soccorso, per fortuna, ci sono sempre loro: i consigli delle donne della mia famiglia, mie nonne, mia mamma e mia suocera, quattro donne straordinarie che mi aiutato e non poco!
Andiamo per ordine, procediamo dalla paranoia più grande alla più piccola, ovvero la sicurezza nella vaschetta del bagnetto. Volete sapere come ho ovviato al pericolo di colpi e botte sui bordi della vasca? L'accorgimento è quanto meno elementare e arriva dall'esperienza di mia nonna materna, madre di 7 figli. Parlare con lei è stato illuminante e di grande utilità. Ogni volta che faccio il bagnetto ad Andrea rivesto i bordi della vasca con diversi asciugamani e il gioco è fatto! Incredibile ma vero, voilà: il mio bambino è super protetto!
Continuate a prender nota, perché ora vi rivelerò come sono riuscita a risolvere le altre ossessioni mettendo in atto due piccole accortezze. La prima riguarda il bagnetto in questi giorni d'inverno. La soluzione suggeritami da mia mamma è talmente scontata che mi sono sentita una stupida! Per fare in modo che l'uscita dall'acqua non risulti troppo “violenta” per il mio piccolo basta mettere ogni volta il suo telo da bagno sul termosifone e il problema è bello risolto: Andrea è subito al caldo!
Manca ancora una tessera al puzzle della mamma paranoica: il detergente giusto per un bagnetto per bimbi perfetto. Questa volta a fornirmi la soluzione non è stata la saggezza delle donne della mia famiglia, bensì il consiglio di Ada, la mia amica farmacista, che mi ha canzonato e non poco! La sua soluzione? Detergere ogni bambino con l'amido di riso! Io lo faccio ogni volta, l'amido di riso si è rivelato un detergente naturale di tutto rispetto; vi basterà riempire la vasca d'acqua e aggiungerci un cucchiaio d'amido di riso e avrete il massimo dei risultati. Quest'amido è uno di quei prodotti per neonati eccezionali; potete usarlo anche dopo il bagnetto al posto del talco perché non ostruisce i pori e permette una traspirazione della pelle veramente ottima!
-
Eccomi qua con il segreto contro la tigna! Sono una di parola io! Come promesso ho infatti parlato a lungo con la mia nonnina, che mi ha rivelato la sua “cura” contro la tigna! Fortunatamente questo fungo fastidioso fino a oggi ha risparmiato il mio piccolo Andrea. A ogni modo è sempre bene sapere come muoversi nella giungla delle infezioni, dal momento che nella vita non si sa mai: tutto può accadere, anche essere “aggrediti” da questi fastidiosissimi funghi della pelle.
Come è noto a tutte, quando si presenta nel corpo e nel cuoio capelluto dei nostri piccoli, la tigna sa essere veramente fastidiosa e può trasmettersi per contagio. Mia nonna mi ha spiegato che quella del corpo è riconoscibilissima, perché si presenta a forma di chiazze tondeggianti che si manifestano negli arti e nel tronco dando vita a funghi sulla pelle multipli o singoli. La tigna del cuoio capelluto si manifesta invece con chiazze tonde e con un leggero distacco di squame. Un vero e proprio orrore insomma, poveri piccoli!
Ma veniamo alla ricetta per eliminare questo fungo pestifero! Il segreto per rimuovere l'infezione da tigna è veramente semplice e alla portata di tutte. Per combattere questa micosi della pelle vi basterà passare sulla cute del vostro bambino un batuffolo imbevuto con un composto realizzato con 3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva, 2 cucchiai di olio di carota, 1 tuorlo d'uovo e 2 cucchiai di panna fresca.
In ogni caso è meglio prevenire che curare! Quindi, secondo i dettami di chi ha più dimestichezza di me con questa infezione “indisponente”, per scongiurarla sarà bene asciugare alla perfezione i nostri piccoli dopo averli lavati, evitare il talco prediligendo l'amido di riso e cambiar loro spesso i pannolini. Tutte cose che sappiamo già, ma che è bene tenere sempre a mente, visto che questa micosi non è affatto una buona amica dei nostri bambini. Dunque scongiuriamone ogni possibile comparsa, incrociamo le dita, e... che la tigna resti lontano da noi e dai nostri piccoli! -
Oggi sono veramente stanca! Ho corso di qua e di là senza sosta per fare mille commissioni, ma ho scordato di acquistare la cosa più importante di tutte, quella per la quale ero uscita: l'olio di mandorle per Andrea! Io adoro l'olio di mandorle dolci, rigorosamente bio, senza conservanti, privo di profumazioni, insomma l'olio di mandorle puro e totalmente naturale. Eh sì non potrei proprio farne a meno!
Nella mia vita da quando è nato il mio bambino non sono rimasta un solo giorno senza quest'olio speciale; lo ho usato addirittura per la crosta lattea! Penserete: per la crosta lattea? Eh sì, proprio per rimuovere quell'orribile dermatite seborroica che a un certo punto “ha invaso” la testa del mio bimbo. Povero Andrea, aveva la pelle ricoperta di piccole crosticine giallastre, che pena! Per farla breve, per rimuoverle imbevevo un piccolo batuffolo di cotone con il mio magnifico olio di mandorle e glielo passavo con molta delicatezza in tutta la testolina, quindi rimuovevo le crosticine staccate con un pettinino a maglie fitte e il gioco era fatto: piano piano quelle orribili squame sono andate via. Che sollievo!
Ad ogni modo, l'olio di mandorle non mi abbandona neanche oggi: in lui ho scoperto veramente un ottimo alleato. Ciò che infatti vale per tutti i piccoli vale anche per il mio bambino: la sua pelle è delicatissima e super sensibile; per questa ragione ho usato fin da subito quest'olio per massaggiargli la pelle arrossata, soprattutto nella zona del pannolino. I risultati sono veramente strabilianti, infatti l'olio di mandorle è super nutriente, è emolliente, è lenitivo e chi più ne ha più ne metta! In altre parole: è un ottimo olio per massaggio, davvero fantastico! Un vero e proprio cosmetico naturale da tenere sempre con sé.
Ogni tanto mi capita di aggiungere qualche goccia di quest'olio anche nell'acqua del bagnetto di Andrea che addiziono rigorosamente con un po' del solito amido di riso; i risultati sono davvero sorprendenti: la pelle del mio bambino risulta sempre idratata alla perfezione!
-
Innanzitutto mi presento, io mi chiamo Emma e inizio a “imbrattare” questi fogli per fissare nero su bianco dei piccoli appunti quotidiani che utilizzo per la “cura” del mio bambino. Voglio abbozzare queste pagine rivelandovi i segreti di una pianta meravigliosa conosciuta e impiegata niente meno che dai tempi degli antichi Romani: la lavanda. Per rilassarsi al meglio i Romani erano infatti soliti affondare il proprio corpo nelle acque termali arricchite da mazzetti di lavanda. Vero è che avevano proprio ragione: la lavanda è un ottimo rimedio per rilassarsi!
Ma che cosa c'entra tutto ciò con il mio bambino? Ora vi spiego. Il mio piccolo Andrea ieri era a dir poco irrequieto e non riuscivo a calmarlo in nessun modo; hai voglia di prenderlo in braccio e di cantargli la sua canzoncina preferita... Nulla. Tutto il mio impegno si risolveva sempre in un buco nell'acqua. Ero sull'orlo di una crisi di nervi e non sapevo cosa fare; allora ho preso il telefono e ho chiamato mia madre: mi serviva assolutamente il suo aiuto. “Mamma chiama mamma”: funziona sempre così!
Ed eccola lì, come al solito aveva la soluzione a portata di mano. Anzi me l'ha proprio portata a casa ! Per fortuna abitiamo a due isolati di distanza! Nel giro di mezz'ora è arrivata e mi ha consegnato la sua boccetta di olio essenziale di lavanda (lavanda officinalis) con tanto di lectio magistralis sulle virtù di questa pianta usata in farmacia, erboristeria, saponeria e bla bla bla. Vi dico la verità: non la seguo quando si fa prendere la mano dalla sua logorrea. Io volevo solo calmare il mio bambino; per tutto il resto c'è sempre tempo. Mi è bastato mettere una goccia di quest'olio essenziale lavorato con un cucchiaino di miele nell'acqua del bagnetto di Andrea, ed eccolo lì bello rilassato e sorridente. L'olio essenziale di lavanda funziona davvero, dal momento che ha un effetto rilassante lodevole!
Ad ogni modo, se non si trova l'olio essenziale ci si può rifare alla saggezza degli antichi Romani: basterà immergere un pugno di fiori di lavanda nell'acqua! Chiaramente prima di fare il bagnetto ad Andrea ho diluito una goccia di lavanda con un l'olio di mandorle dolci (andrà bene qualsiasi olio vettore) e gliel'ho passato sul gomito, non fosse mai che il mio bambino risultasse allergico! Si tratta di un piccolo accorgimento che consiglio a tutte voi.
€ 26,00
€ 2,90
€ 10,50