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Come combattere le macchie sul viso in gravidanza

Come combattere le macchie sul viso in gravidanza

04 Febbraio 2023

Aspettate un bambino e sul viso stanno comparendo macchie scure in modo sempre più diffuso ed evidente? Significa che soffrite di cloasma gravidico, l’iper-pigmentazione cutanea che può presentarsi durante la gestazione, già nei primi mesi.

Una patologia fastidiosa e antiestetica che ha come causa principale l’aumento della produzione della melanina in gravidanza. Non solo: anche lo stress può influire negativamente sull’attività ormonale. Alternando i livelli di estrogeni, lo stress, insieme all’azione della melanina, favorisce la comparsa di macchie sull’epidermide.

Un problema molto diffuso, quello delle macchie cutanee, che aggredisce soprattutto il viso delle donne in dolce attesa: se il cloasma gravidico colpisce nel 95% delle gravidanze, la zona dell’ovale viene coinvolta almeno nel 50% dei casi. Insomma, una donna gravida su 2 durante è esposta alla formazione su fronte e guance di macchie scure di forma irregolare.

Come proteggere la salute del viso durante la gravidanza e dire addio al cloasma gravidico? Partendo dallo stile di vita: preferite alimenti ricchi di betacarotene e vitamine, state lontane dal sole, soprattutto nelle ore più calde e, non da ultimo, bevete molta acqua durante il giorno.

Quindi, non dimenticate di prendervi cura ogni giorno del vostro viso: in farmacia sono disponibili trattamenti cosmetici in grado di regolare il processo di melanogenesi, uniformando il colore della pelle del viso.

I polifenoli di mirtillo, il bisabololo, l’arbutina e la Vitamina A sono alcuni degli ingredienti più efficaci per combattere le macchie del viso in gravidanza e tornare a sorridere.

Chiedete consiglio al vostro farmacista: saprà indicarvi la cura migliore per dire definitivamente addio al cloasma gravidico.

Come prevenire le mani screpolate

Come prevenire le mani screpolate

02 Febbraio 2023

Freddo e gelo stanno attanagliando ancora le nostre città? Il nostro corpo ne può risentire, soprattutto nelle zone più esposte alle temperature rigide, come viso e mani. Proprio queste ultime possono irritarsi e seccarsi con estrema facilità, provocando rossore, screpolature e anche piccoli tagli sulla cute.

Cosa fare per evitare che le mani si screpolino a causa delle intemperie? La parola d’ordine è prevenzione. Proteggerle prima che sia troppo tardi, infatti, consente di evitare i tanto fastidiosi dolori tipici della screpolatura. Per questo, l’utilizzo durante tutto l’anno di creme per le mani nutrienti, che preservino la concentrazione dei grassi presenti nella cute, è fondamentale per scongiurare gli effetti sulle mani delle basse temperature.

Sono molto consigliate le creme ricche di burro o olio vegetale, in grado di idratare le mani, svolgendo anche un'azione emolliente. Come quelle a base di burro di karitè, camomilla, cocco e calendula. Grazie alla loro componente grassa, queste creme aiutano a rinforzare il film idrolipidico cutaneo, che protegge le mani e scongiura il rossore e le screpolature.

Ma non è tutto: non sono solo le temperature rigide ad essere cattive alleate per la salute delle mani. Anche l’acqua fredda, infatti, contribuisce ad aumentare l'irritazione e il bruciore. Per questo è importante scegliere saponi non aggressivi che, oltre a detergere con cura le mani, sappiano proteggere l’epidermide senza irritarla.

Per dire addio alle mani screpolate chiedi sempre consiglio al tuo farmacista: sarà in grado di consigliarti la migliore soluzione per la protezione e il nutrimento della cute da secchezza, arrossamenti e screpolature.

Influenza: previenila prendendoti cura dell´intestino

Influenza: previenila prendendoti cura dell´intestino

31 Gennaio 2023

Quante volte, soprattutto con i primi freddi, ci siamo sentiti dire di coprirci bene per prevenire l'influenza? Questa patologia, infatti, viene spesso associata a fattori esterni.

Maglioni e cappelli, però, non bastano per tenerci lontano dai malanni di stagione. Prendersi cura del proprio organismo, invece, può fare davvero la differenza.

Ogni anno, sono circa 5 milioni le persone colpite dall'influenza. I sintomi sono molti comuni e vanno dal rialzo della temperatura corporea alla nausea e mal testa, fino ai dolori articolari.

I virus responsabili di questa patologia sono molto aggressivi e riescono a superare le difese degli anticorpi presenti nel nostro sistema immunitario. Un ruolo fondamentale nella prevenzione degli attacchi influenzali è svolto dall’intestino e dalla flora intestinale.

Intestino sano: addio influenza

All'interno dell'apparato gastro-intestinale, troviamo il microbiota, ossia l'insieme dei batteri utili a prevenire l'influenza. Quando la flora intestinale è bilanciata, riesce ad ostacolare la crescita dei batteri dannosi favorendo quelli buoni.

Lo stress, una scorretta alimentazione, l'età e l'utilizzo di farmaci, però, possono alterare l'equilibrio intestinale. Per questo motivo è fondamentale prendersi cura di questo organo, assicurandogli un coretto funzionamento.

Per farlo è possibile intervenire con i fermenti lattici, ossia, degli organismi vivi capaci di apportare un beneficio alla nostra salute. Oltre a quelli già presenti naturalmente nel corpo, è possibile introdurli tramite alimenti come lo yogurt o degli integratori. Ma non solo. Anche la vitamina D è fondamentale per la salute dell'intestino, poiché interviene direttamente sull'attivazione del sistema immunitario.

Per sapere i giusti integratori da prendere per tutelare il nostro intestino e prevenire gli attacchi influenzali, potete chiedere consiglio al vostro farmacista, che saprà indicarvi i prodotti migliori e una dieta equilibrata.

Occhi secchi: oltre il 30% della popolazione ha poche lacrime

Occhi secchi: oltre il 30% della popolazione ha poche lacrime

28 Gennaio 2023

Da piccoli, dopo aver pianto, vi sarà capitato di sentirvi dire dai vostri nonni che le lacrime fanno gli occhi belli. Questo detto ha un fondamento di verità: proteggendo la cornea sia dall’essiccazione che dalle infezioni, le lacrime svolgono un’azione fondamentale per la salute oculare.

La mancanza di lacrime, al contrario, può portare a problemi di varia natura che, col tempo, possono danneggiare questo importantissimo organo del nostro corpo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “l’occhio secco” è uno tra i disturbi più sottovalutati e diffusi tanto che, solo in Italia, ne soffre circa un italiano su tre sopra i cinquant’anni di età. Nelle donne, per esempio, questo problema può presentarsi con l’arrivo della menopausa.

Ma non solo. I fattori che possono favorire questa patologia sono molteplici e vanno dagli agenti atmosferici come il caldo eccessivo, il vento o il sole, fino all’uso continuo degli smartphone o alcuni farmaci come antidepressivi, antistaminici, ormoni estrogeni e diuretici.

Occhio secco, sintomi e rimedi

L’occhio secco si manifesta tradizionalmente tramite bruciore, prurito o con una riduzione della vista, nei casi più gravi. Solitamente, la patologia si accompagna a stati di dolore intenso, causato dall’infiammazione della cornea.

Per evitare o alleviare il problema è possibile intervenire seguendo alcuni accorgimenti:

  • eliminando meticolosamente da occhi e viso i residui di trucco o sporcizia;
  • evitando la piscina e l’acqua clorosa;
  • diminuendo l’esposizione al computer;
  • utilizzando lacrime artificiali.

Queste ultime sono colliri a base di acido ialuronico, coenzima Q10 e vitamina E, che non danno effetti collaterali e che, utilizzati costantemente, mantengono l’occhio ben idratato, evitando ricadute o peggioramenti.

Questi prodotti sono acquistabili in farmacia dove, il personale specializzato, saprà consigliarvi e indicarvi la soluzione più adatta alle vostre necessità.
Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

26 Gennaio 2023

Freddo e gelo sono i principali nemici per la pelle del viso: il restringimento dei vasi sanguigni del volto provocato dalle temperature rigide, infatti, riduce l’ossigenazione dei tessuti, danneggiando la cute.

Ecco perché la pelle esposta a lungo al clima invernale perde tono, vigore e luminosità. Non solo: il freddo provoca anche una riduzione del film idrolipidico che dà elasticità alla cute. Così, nelle zone più fragili del viso, come ai lati della bocca, si possono formare antiestetiche e dolorose lacerazioni cutanee.

Cosa fare, quindi, per proteggere la pelle dal freddo intenso, e farla risplendere anche d’inverno? Ecco alcune soluzioni efficaci:

  • Creme ad alta concentrazione lipidica. Soprattutto in inverno è fondamentale utilizzare prodotti strutturati che siano in grado di nutrire la pelle inaridita dalle basse temperature. Per questo, le creme a base di acido ialuronico, oli vegetali e glicerina sono vivamente consigliate. L’azione emolliente e protettiva, ripara la cute dai danni provocati dal freddo.
  • Camomilla, calendula e olio di rosa mosqueta. Per trattare la pelle del viso al meglio anche d’inverno, il consiglio è utilizzare prodotti idratanti e nutrienti anche per la detersione, meglio se di estrazione naturale. Per una cute luminosa e brillante, quindi, inserite nella vostra beauty routine quotidiana – sia alla sera che al mattino – detergenti a base di camomilla e calendula. Inoltre, se il vostro viso appare disidratato ed irritato a causa del freddo, non dimenticatevi del potere delicato dell’olio di rosa mosqueta, perfetto per ridare vigore a pelli spente ed arrossate.
  • A tutta vitamina. Per proteggere il viso dagli effetti dannosi del freddo, nei prodotti cosmetici – e anche a tavola – date spazio alle vitamine: come la vitamina A, C ed E, preziose alleate contro il gelo e gli inverni rigidi. Ai sieri ad alta concentrazione vitaminica, abbinate un’alimentazione ricca di agrumi e legumi: il vostro volto non dovrà temere più nulla durante la stagione fredda.
Il grande freddo è tornato: attenzione alle cure

Il grande freddo è tornato: attenzione alle cure

24 Gennaio 2023

L’Europa è ancora imbrigliata nella morsa del freddo e i malanni di stagione non accennano a sparire.

Raffreddore, febbre, influenza: sono le patologie più diffuse quando il clima è così rigido. Ma non è tutto: le basse temperature, infatti, possono inficiare anche l’efficacia di alcuni trattamenti farmacologici.

Ad essere più esposti sono i pazienti in cura con farmaci che alterano la termoregolazione del corpo. Il motivo? Tali soggetti, generalmente sottoposti a terapie psichiatriche, neurologiche e legate al controllo della pressione sono a rischio ipotermia.

Con la permanenza di temperature al di sotto delle medie di stagione, quindi, è fondamentale che il medico curante valuti lo stato di salute complessivo del paziente, riadattando i trattamenti se necessario.

A confermarlo è una ricerca dell’Agenzia Francese del Farmaco: nella recente indagine, gli esperti hanno verificato che, seppur non siano presenti regole generali di valutazione, è importante analizzare l’efficacia di alcune cure durante i periodi di grande freddo.

In particolare, i trattamenti che possono alterare la termoregolazione centrale e periferica sono i neurolettici, i barbiturici, le benzodiazipine e i vasodilatatori. Non solo: il freddo, infatti, può ridurre l´assorbimento dei principi attivi di cure effettuate con cerotti.

Per questo, le basse temperature espongono a maggiori rischi gli anziani – tra i principali utilizzatori di medicinali, anche di natura e composizione diversa - i soggetti con malattie cardiovascolari, respiratorie e neuropsichiatriche.

Per qualsiasi dubbio, chiedete sempre un suggerimento al vostro farmacista: saprà guidarvi al meglio nella conservazione e nell’uso corretto dei medicinali.

Stop al mal di gola con l’umidificatore

Stop al mal di gola con l’umidificatore

21 Gennaio 2023

Arrivano i primi freddi e con loro anche i tipici mali di stagione. Gli sbalzi di temperatura tra l’esterno e l’interno delle abitazioni, infatti, causano secchezza alle mucose e la riduzione di lacrime e saliva. Tutti elementi che rappresentano vere e proprie barriere ai virus e ci mantengono in salute.

Il calore eccessivo e la mancanza di umidità negli ambienti chiusi, contrastano il corretto funzionamento delle nostre difese, favorendo gli attacchi virali e la nascita di disturbi come, per esempio, il mal di gola.

Prevenire questo problema, però, è possibile: basta seguire qualche piccolo accorgimento.

Via libera al vapore

Per prima cosa è importante mantenenere gli ambienti ad una temperatura di circa 20-22 gradi con il 40-50% di umidità relativa. Per farlo si possono applicare sui caloriferi delle vaschette piene d’acqua che, grazie all’evaporazione generata dal calore, evitano l’eccessiva secchezza degli ambienti.

Un altro rimedio è rappresentato dagli umidificatori, appositi apparecchi in grado di scaldare l’acqua fino a 100° e rilasciare nell’aria vapore acqueo sterilizzato. Soprattutto nel caso ci fossero bambini, vengono consigliati anche modelli “a freddo” che funzionano ad ultrasuoni. Questi producono nebulizzazioni di acqua e le disperdono nell’ambiente.

Generalmente si posizionano nel soggiorno o nelle camere da letto, lontani da fonti di calore e vanno tenuti accesi dalle quattro alle otto ore, a seconda della grandezza della stanza. Importante, poi, è alimentarli solo con acqua fredda del rubinetto, non aggiungere oli o essenze profumate e non dirigere il getto verso oggetti o persone.

Gli umidificatori possono essere acquistati in farmacia sotto indicazione del personale specializzato che vi indicherà il modello migliore a seconda delle vostre esigenze.

Geloni ai piedi: come curarli?

Geloni ai piedi: come curarli?

19 Gennaio 2023

Se siete stati per lungo tempo all’aperto, esposti alle basse temperature, potreste avvertire un bruciore alle mani o ai piedi.

Controllate il colore e la texture cutanea: se la pelle è lucida, gonfia ed ha un colore rosato o violaceo potrebbe trattarsi di geloni.

I geloni compaiono quando la pelle particolarmente sensibile viene esposta per tante ore al freddo, senza una dovuta protezione, e poi è sottoposta ad un brusco rialzo termico che crea una dilatazione troppo veloce dei vasi sanguigni. La cute si infiamma e si gonfia, a causa dell’edema dei tessuti, la pelle cambia colore, diventa bluastra e si presenta marmorizzata, tirata, più rigida e soggetta a spaccature.

Per prevenire i geloni, la prima regola è quella di indossare capi di abbigliamento che isolino termicamente la pelle. Se le zone delicate del vostro corpo non sono sufficientemente coperte da grasso o tessuto muscolare – come accade ad esempio a donne e bambini – assicuratevi di mantenerle al caldo e di favorire la giusta circolazione.

Se sapete per certo di dover rimanere per molte ore all’aria aperta prevenite la comparsa di geloni con creme che proteggano la cute, che svolgano una funzione di termoregolazione – aumentando il calore nelle zone più critiche e preservandone la dispersione – e che attivino il microcircolo cutaneo per evitare gli episodi di micro congelamento.

Se, invece, i geloni sono ormai una dolorosa realtà, correte ai ripari applicando delle specifiche creme lenitive e cicatrizzanti, in grado di risolvere le ulcere causate dal freddo e di sfiammare il bruciore.

Ottimi, per lenire, sono anche gli impacchi con fiori di calendula e olio di mandorle dolci.

3 consigli per misurare correttamente la febbre con il termometro digitale

3 consigli per misurare correttamente la febbre con il termometro digitale

17 Gennaio 2023

È stagione d’influenza ed è tempo di estrarre i termometri dai cassetti.

Se anche voi vi siete convertiti all’utilizzo del termometro digitale – economico, pratico ed affidabile – ecco qualche consiglio per essere sicuri di misurare correttamente la febbre.

  1. Cosa non fare prima di misurare la febbre

I termometri digitali sono estremamente precisi e possono registrare anche le più lievi oscillazioni della temperatura corporea. Alcune di queste sono causate da comportamenti eseguiti poco prima della misurazione che possono quindi inficiarne il risultato. Bere bevande calde o fredde, fare la doccia, fare sport o fumare possono influenzare la temperatura corporea. Per un risultato affidabile, quindi, evitate queste attività nei 15 minuti precedenti.

  1. Posizionare correttamente il termometro

Nel termometro digitale, la parte che rileva il calore del corpo è il bulbo: una piccola zona metallica lunga appena 0,5 cm.

Se preferite misurare la temperatura sotto l’ascella, abbiate cura di posizionare il termometro in verticale rispetto al cavo ascellare, con il bulbo ben appoggiato alla pelle.

Se preferite la rilevazione orale, posizionate il termometro sotto la lingua accanto ai molari, tenendo la bocca chiusa.

Nei bambini, invece, è consigliata la misurazione rettale: veloce e resistente ai movimenti.

  1. Ogni zona ha la sua temperatura

Ricordate, infine, che ogni parte del corpo ha un grado di calore differente. Una volta iniziata la misurazione in una zona, se volete confrontare l’andamento della febbre durante il giorno, abbiate cura di rilevare la temperatura sempre nello stesso luogo. Quando è febbre? Solitamene le ascelle hanno una temperatura di tolleranza fino ai 36.7 gradi, il cavo orale aumenta a 37, mentre nella zona rettale non è febbre fino ai 37.5.

Per avere altri consigli, chiedete al farmacista: saprà indicarvi tutti i segreti per una misurazione corretta della temperatura con il termometro digitale.

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